Impiego medico: quale status giuridico scegliere per esercitare come medico libero professionista?
Esistono diverse modalità di esercizio della professione medica svolta in libera professione, sia individualmente che in associazione con altri professionisti liberali. La scelta dello status giuridico riveste un'importanza fondamentale nel carriera del praticante, poiché ha un impatto sul suo regime sociale, patrimoniale e fiscale.
Esercitare da solo la propria attività liberale
L'esercizio di un'attività liberale individuale offre alcuni vantaggi, come il mantenimento di una grande libertà nell'organizzazione interna del proprio studio e il beneficio del pagamento a prestazione. Tuttavia, questa indipendenza richiede in cambio una grande disponibilità e la presa in carico totale degli investimenti e delle spese di funzionamento dello studio.
Un medico libero professionista può quindi svolgere la propria attività in proprio, senza creare una società. I suoi introiti sono soggetti all’imposta sul reddito nella categoria dei redditi professionali (BNC). Il professionista che opera in Impresa Individuale (II) rientra nel regime dei lavoratori autonomi (TNS) e della sicurezza sociale degli indipendenti (SSI). Tuttavia, questo status non fa alcuna distinzione tra il patrimonio privato e quello professionale del medico. Scegliendo L'Impresa Individuale a Responsabilità Limitata (EIRL), il professionista ottiene la possibilità di destinare solo una parte del proprio patrimonio alla propria attività liberale e di optare, se necessario, per l'imposta sulle società (IS).
Il professionista sanitario può anche scegliere di svolgere la propria attività all'interno di un Società d'Esercizio Liberale (SEL) a socio unico la SELURL (Société d’Exercice Libéral Unipersonnelle à Responsabilité Limitée) o la SELASU (Société d’Exercice Libéral par Actions Simplifiée Unipersonnelle). La responsabilità del socio è quindi, in linea di principio, limitata all’ammontare dei suoi conferimenti. La SEL consente, inoltre, diverse opzioni fiscali.
Associarsi per esercitare la libera professione
La situazione personale e familiare del medico libero professionista, la protezione del suo patrimonio nonché la ricerca di un’ottimizzazione fiscale possono guidare la sua scelta verso lo status giuridico più adatto, e questo, fin dal suo primo lavoro. Infatti, in funzione del grado di associazione desiderato dal professionista, sono ipotizzabili diverse forme societarie, riservate alle professioni regolamentate.
Limitata alla messa in comune di mezzi, la Società Civile di Mezzi (SCM) consente ai liberi professionisti di mettere in comune personale e realizzare investimenti collettivi. La Società Civile Professionale (SCP) prevede, da parte sua, una ripartizione delle entrate e dei mezzi. In quanto società di persone, è soggetta all'imposta sul reddito (salvo opzione per l'imposta sulle società) e i suoi soci sono illimitatamente e solidalmente responsabili in caso di debiti sociali.
Il Società di Esercizio Liberale (SEL) può assumere diverse forme: SELARL (Société d’Exercice Libéral à Responsabilité Limitée), SELAFA (Société d’Exercice Libéral à Forme Anonyme), SELAS (Société d’Exercice Libéral par Actions Simplifiées) o SELCA (Société d’Exercice Libéral en Commandite par Actions). I regimi fiscali e sociali di queste società di capitali variano, così come la flessibilità del loro funzionamento, a seconda della struttura scelta. Associarsi in SEL con uno o più colleghi consente di limitare la responsabilità di ciascun socio in proporzione al suo conferimento di fronte alle difficoltà finanziarie.
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